Visualizzazione post con etichetta Salute e Benessere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Salute e Benessere. Mostra tutti i post

lunedì 5 luglio 2010

Caldo: anche gli animali lo soffrono, ecco alcuni semplici consigli

 

Le ondate di caldo improvvise portano rischi alla salute delle persone ma anche dei cani e gatti che vivono in famiglia.  Ogni anno sono almeno 700.000 i cani e altrettanti i gatti che rischiano malattie sia per la loro particolare razza di appartenenza, ma anche perché' anziani, cardiopatici o obesi.

Ecco una serie di semplici regole da seguire per salvaguardare i nostri amici a quattro zampe:

  • non si devono lasciare  gli animali chiusi in automobile o in balconi assolati;
  • creare dei punti d’ombra per i vostri amici;
  • lasciare sempre a disposizione acqua fresca per il vostro animale;
  • non lasciare il cibo nelle ciotole potrebbe andare a male;
  • non portarlo fuori nelle ore più calde;
  • ridurre i pasti ad uno al giorno evitando le ore più calde;
  • mettete a disposizione del vostro amico una sorta di piscinetta, quando è possibile, dove trovare refrigerio.

Come vedete sono consigli molto semplici e scontati  ma purtroppo alcuni non pensano che anche gli animali soffrono il caldo proprio come noi umani.

Mi raccomando non sottovalutate la gravità del colpo di calore  se vedete che il vostro cane o gatto sta male, portatelo immediatamente dal veterinario.

Come riconoscere il colpo di calore nei cani

 

colpo di calore

Il colpo di calore colpisce anche i nostri amici animali e, anche per loro, può essere molto pericoloso in quanto la loro termoregolazione è assai ridotta poiché la loro possibilità di sudare è scarsissima. Cani e gatti sono animali omeotermi, hanno cioè una temperatura corporea stabile, indipendentemente dalla temperatura dell'ambiente: se si trovano in un ambiente molto freddo scattano meccanismi di termoregolazione che stimolano l'organismo dell'animale a produrre più calore e a ridurre la dispersione; se si trovano in un ambiente caldo questi meccanismi cercheranno di dissipare il calore corporeo riportando la temperatura allo standard della propria specie.

Purtroppo, troppi cani sono vittime di colpo di calore, per questo è  importante imparate a riconoscerne  i sintomi. Basta poco per salvare il vostro amico.

I sintomi del colpo di calore sono:

  - Aumento della temperatura rettale.
  - Il cane ansima affannosamente.
  - Le gengive sono di un colore rosso scuro.
  - Le mucose di gola e bocca sono secche.
  - Il cane è in posizione supina e non vuole o non riesce ad alzarsi.
  - Il cane sviene e perde coscienza.
  - La saliva è densa.
  - Vertigini o disorientamento.

Se avete anche il minimo sospetto che il vostro cane stia subendo un colpo di calore, è necessario intervenire immediatamente.

In primo luogo, spostate il cane lontano da fonti di calore e al riparo dal sole immediatamente. Iniziate il raffreddamento del corpo del vostro cane ponendo stracci bagnati freschi in particolare alle zampe e intorno alla testa, attenzione  non usate mai ghiaccio o acqua molto fredda perché il freddo estremo può causare il restringimento dei vasi sanguigni e l’ipotermia. Offrite al vostro cane acqua fresca, ma non forzate l’acqua nella bocca. Telefonate o recatevi dal vostro veterinario subito, anche se il vostro cane sembra stia già meglio, i danni interni potrebbero non essere evidenti ad occhio nudo, quindi un esame completo è sempre necessario.

mercoledì 4 novembre 2009

Molti medici rifiutano il vaccino contro L’influenza A. Ecco il perché

 

Risulta da un indagine che ad oggi solo il 40% dei medici ha scelto di vaccinarsi contro l’influenza A H1N1. Nell’ambiente sanitario già da tempo circolano voci sulla sospetta tossicità di questo vaccino, infatti molti medici pediatri, e non solo, sconsigliano la vaccinazione ai propri assistiti.

Ma perché c’è tutta questa diffidenza nei confronti di un vaccino annunciato quasi come miracoloso?

Finalmente i motivi di tanta diffidenza sono stati svelati anche a chi non è del settore sanitario. Devo dire che oggettivamente i rischi che si corrono vaccinandosi sembrano più gravi di quelli provocati dall’influenza suina o H1N1.

Di seguito potete leggere alcune informazioni importanti sulla composizione del vaccino contro l’influenza A H1N1

COMPOSIZIONE CHIMICA-  Dal punto di vista chimico, cioè della “costruzione in laboratorio” del vaccino, vi sono da rilevare alcune sostanziali differenze tra la formulazione approntata negli USA e quella distribuita in Europa. Innanzitutto cambia la quantità di antigene virale che nelle confezioni di vaccino statunitense è di 15 microgrammi mentre in quelle europee è di 7,5 microgrammi. Si comprende , quindi, che il vaccino europeo risulta “dimezzato” nella sua parte attiva e che abbisogna, per dare una corretta risposta immunitaria, di un booster, di un additivo (chiamato tecnicamente adiuvante) che supplisca alla quota di antigene virale mancante. Questo adiuvante è l’MF59 (un brevetto della multinazionale Novartis) a base di squalene e implicato nella cosiddetta sindrome del golfo. I soldati americani che parteciparono alla Guerra del Golfo furono massicciamente vaccinati contro l’antrace e il vaccino allestito in quella occasione conteneva come adiuvante l’MF59. Una volta tornati a casa moltissimi di quei soldati hanno sviluppato una vera e propria malattia da vaccino, denominata GWS (Gulf War Syndome), cioè lo squalene presente nel vaccino, con lo scopo di amplificare e migliorare la risposta del sistema immunitario dell’individuo vaccinato, ha scatenato una serie di reazioni immunitarie incontrollate e devastanti .

I POSSIBILI PERICOLI – In parole assai semplici vaccinarsi con un siero adiuvato con l’MF59 espone il soggetto alla possibilità di contrarre gravissime malattie autoimmuni il cui esito può essere fatale. Altra nota a sfavore del vaccino europeo è l’uso del Tiomersale contenuto nei flaconi multidose del vaccino. Questo composto, a base di mercurio, veniva adoperato negli anni passati come disinfettante all’interno di moltissimi vaccini utilizzati anche nei bambini piccoli. L’insorgere di patologie a carattere neurotossico (l’autismo su tutti) specie in bambini con un peso inferiore alla media, ha evidenziato la responsabilità del Tiomersale nel causare queste malattie, tant’è che i vaccini più moderni sono tutti Tiomersale free.

Fonte

 

mercoledì 28 ottobre 2009

Ma cosa c’è esattamente in una tazzina di caffè?

Per cosa il mondo spende 90 miliardi di dollari all’anno? Per una tossina vegetale nata come antibatterico che ha poteri stimolanti sugli esseri umani poiché blocca i nostri neurorecettori per l’adenosina, un composto che serve per addormentarci. Il caffè, in parole povere.

Ma cosa c’è esattamente in una tazzina di caffè?

Acqua - Una tazzina è costituita al 98,75% di acqua.

Caffeina - è un diuretico, per cui i bevitori di caffè – soprattutto i neofiti – corrono spesso al bagno.

Etilfenoli - Gli scarafaggi li utilizzano come segnali chimici di pericolo. Noi li beviamo nel caffè.

Acido quinico - Conferisce al caffè il suo caratteristico, irresistibile aroma. Una curiosità: è tra i composti chimici dai quali viene sintetizzato il farmaco Tamiflu.

Acido dicaffeoilquinico - Un antiossidante dall’effetto benefico sul nostro organismo.

Dimetil-disulfide - Un prodotto della tostatura del caffè verde. È uno dei composti che dà alle feci umane il loro caratteristico odore, tra l’altro.

Acetilmetilcarbinolo - Un liquido giallo infiammabile presente anche nel burro e usato come aroma artificiale nei pop-corn.

Putrescina - Vi siete mai chiesti cosa dà alla carne marcia il suo mefitico odore? Eccola. E c’è anche nel vostro espresso.

Trigonellina - Dona al caffè il suo sapore e uccide i batteri Streptococcus mutans, responsabili della carie.

Niacina - Ovvero vitamina B3, senza la quale vi ammalereste di pellagra.

Fonte: di Justo P . What’s Inside a Cup of Coffee? WIRED 22/09/09

Nonostante che l’elenco di sostanze che troviamo nel caffè non sia molto incoraggiante, penso che pochi rinunceranno alla propria pausa caffè. Ormai siamo dipendenti sia dalla caffeina ma anche dal piacere di andare al bar con gli amici.

Ma adesso veniamo ad una curiosità. Lo sapete chi fu il primo uomo a scoprire il caffe? Ovviamente questa domanda è destinata a restare senza risposta, tuttavia esistono molte leggende sull'origine del caffè.

La più conosciuta dice che un pastore chiamato Kaldi portava a pascolare le capre in Etiopia. Un giorno queste incontrando una pianta di caffè cominciarono a mangiare le bacche e a masticare le foglie.

Arrivata la notte le capre anziché dormire si misero a vagabondare con energia e vivacità mai espressa fino ad allora. Vedendo questo il pastore ne individuò la ragione e abbrustolì i semi della pianta mangiati dal suo gregge, li macinò e, dopo averne fatta un'infusione, ottenne il caffè.

Se hai ancora voglia di chiacchierare guarda qui:

@ Bambini e cuccioli una convivenza che aiuta a crescere, ma non sempre facile

@ Dormire con mamma e papà si o no? Ecco alcuni consigli utili

@ Gli adolescenti tendono a fare sesso ancora prima di essere preparati alle sue conseguenze

@ Il fascino delle parole proibite. Bambini e parolacce

@ Il ciuccio fa bene o fa male?

@ Gelosia e amore: due facce della stessa medaglia

@ Disturbo da Alimentazione Incontrollata

@ Chirurgia plastica una panacea per tutti i mali?

@ Diete dimagranti: miti e realtà sulle diete

@ Il mistero della morte in culla sta per essere svelato

@ Siete davvero pronti per le vacanze? Attenzione ai falsi miti dell'estate

@ Una corretta alimentazione è alla base di tutto

@ Una piccola guida per riconoscere le malattie esantematiche

@ I capelli: croce e delizia di uomini e donne

martedì 13 ottobre 2009

Bambini e cuccioli una convivenza che aiuta a crescere, ma non sempre facile

 

INGHILTERRA - Una recente ricerca condotta dalla prestigiosa rivista inglese British Medical Journal ha riesaminato il problema dell’aggressività dei cani nei confronti delle persone. Per la prima volta, però, il problema è stato affrontato dal punto di vista degli animali. Se noi uomini ci comportiamo in modo sbagliato possiamo innervosirli e renderli pericolosi. In particolare, lo studio inglese punta sull’importanza dell’educazione dei bambini che sono più a rischio di morsicature, non tanto ad opera di un cane sconosciuto ma di quello di casa, che può sentirsi minacciato mentre mangia o riposa. Perché “il migliore amico dell’uomo” sia tale, soprattutto quando in casa c’è un bambino, è necessario perciò adottare delle regole di convivenza che permettano di vivere tutti insieme, serenamente, senza pericoli.

NELLA STORIA – Uomini e cani, sin dal Paleolitico, hanno vissuto insieme. Secondo K. Lorenz, il padre fondatore dell’etologia (la scienza che studia il comportamento animale) fu una bambina a salvare da morte sicura un cucciolo di lupo e a portarlo con sé nella caverna, accudendolo e prendendosi cura di lui. È molto probabile addirittura che qualche donna abbia allattato i cuccioli di lupo insieme ai cuccioli umani (secondo il fenomeno del “maternaggio”) legando per sempre l’evoluzione del cane a quella dell’uomo. Quello che è certo è che ciò che unisce da sempre l’uomo al cane sono delle caratteristiche intrinseche comuni a entrambe le specie: la socialità, la curiosità, la voglia di movimento e di gioco, l’adattabilità, oltre che la maniera così simile di esprimere emozioni e sentimenti.

BAMBINI E ANIMALI– Quasi tutti i cani, proprio come impostazione genetica dovuta al processo stesso di addomesticamento, sono docili e anche nei confronti dei bambini non mostrano nessun tipo di aggressività. Quando lo fanno, molto spesso, dipende da un errore di comunicazione all’interno della famiglia o dal fatto che si è scelto il cane sbagliato. Il rapporto tra bambini e animali, per quanto istintivo e innato, dev’essere perciò mediato. Se è ormai assodato che la convivenza tra bambini e animali apporta notevoli benefici allo sviluppo psicofisico dei piccoli che, rispetto ai loro coetanei, sono più propensi ad essere socievoli, sensibili, responsabili e più sicuri di sé, non sempre li si prepara ad accogliere un animale in casa. Gli adulti hanno il compito fondamentale di insegnare ai propri figli la sensibilità e le regole per trattare con gli animali nel modo più corretto e, nel caso in cui ci sia già un animale in casa quando arriva un bambino, di gettare tempestivamente le basi perché il cucciolo di uomo sia accolto non come un estraneo ma come un altro membro della famiglia da amare e proteggere.

Quando è in arrivo un nuovo membro della famiglia, sia che sia a due o a quattro zampe, è importante inserirlo nel nucleo familiare nel modo giusto. Ecco alcuni semplici consigli:

QUANDO E’ IN ARRIVO UN BAMBINO – L’ideale sarebbe abituare il proprio cane alla presenza dei bambini entro le prime unidici/dodici settimane di vita. In questo periodo il cucciolo impara a socializzare e a conoscere l’ambiente in cui vivrà e, poiché tutto ciò che si conosce bene non fa paura, non avrà problemi ad accogliere benevolmente il nuovo arrivato. Se ciò non è avvenuto, durante i nove mesi di attesa è importante che il proprio cane abbia a che fare con i bambini che, fino all’età della pubertà, per movimenti e odori differenti da quelli degli adulti possono non essere riconosciuti come piccoli uomini. Con la giusta cautela, quindi, è bene favorire questi incontri tenendo presente che è fondamentale ricorrere a un veterinario comportamentalista nel caso in cui il proprio animale mostri nei loro confronti diffidenza, paura o, peggio, tendenza all’aggressività. Sotto una guida esperta si potrà correggere un errore di mancata conoscenza.

QUANDO E’ IN ARRIVO UN CANE – Se si deve ancora sceglierlo e, soprattutto se si è inesperti, è meglio preferire una razza naturalmente docile e magari una femmina, più dolce, tollerante e meno incline a comportamenti aggressivi. I rappresentanti di certe razze, tendono ad avere un temperamento più forte e reattivo, specie se maschi e le loro reazioni possono essere più brusche e improvvise, per esempio se tirati, trattenuti o travolti dai bimbi durante i giochi. Occorre però ricordare che i bimbi non sanno riconoscere i segnali di avvertimento che un cane può dare quando “ne ha avuto abbastanza” e quelli più piccoli non comprendono che un essere vivente ha le proprie esigenze di tranquillità, rispetto e privacy: regole che assolutamente i genitori debbono spiegare molto attentamente. Tutto cambia se si va a prendere un cane in canile. In questo caso è impossibile conoscere la storia dell’animale e avere indicazioni precise sulle sue caratteristiche innate. È importante allora, valutare l’animale non solo in base all’aspetto fisico ma scegliendolo tra i cani più docili e tranquilli, ansiosi di piacere, cercando si saperne di più sulle sue origini e la sua vita in canile. Una volta a casa, il bambino deve imparare da subito a rispettare l’animale, facendo particolare attenzione al momento del riposo e dei pasti, momenti nei quali anche il cane più docile dev’essere lasciato tranquillo.

Fonte

Se hai ancora voglia di chiacchierare guarda qui:

@ Dormire con mamma e papà si o no? Ecco alcuni consigli utili

@ Gli adolescenti tendono a fare sesso ancora prima di essere preparati alle sue conseguenze

@ Il fascino delle parole proibite. Bambini e parolacce

@ Il ciuccio fa bene o fa male?

@ Gelosia e amore: due facce della stessa medaglia

@ Disturbo da Alimentazione Incontrollata

@ Chirurgia plastica una panacea per tutti i mali?

@ Diete dimagranti: miti e realtà sulle diete

@ Il mistero della morte in culla sta per essere svelato

@ Siete davvero pronti per le vacanze? Attenzione ai falsi miti dell'estate

@ Una corretta alimentazione è alla base di tutto

@ Una piccola guida per riconoscere le malattie esantematiche

@ I capelli: croce e delizia di uomini e donne

venerdì 31 luglio 2009

Dormire con mamma e papà si o no? Ecco alcuni consigli utili

 

dormire nel lettone

Dormire nel lettone è il sogno di quasi tutti i bambini, in quanto vedono in questo fatto la possibilità di stare vicino ai genitori e soprattutto una situazione di gran consolazione, che impedisce l'ansia di separazione nel momento più delicato, quello dell'addormentamento.

Di fatto dormire nel lettone non è nocivo per voi o per il vostro bambino, però non è neppure necessario; potrebbe invece diventare negativo per la vostra vita di coppia e per il vostro sonno: se il bambino dorme nel vostro letto e anche voi dormite, pazienza, ma se piange e sbraita e voi non dormite, non passerete momenti felici o gratificanti. E poi, ricordate: concedere questa abitudine al piccolo è molto semplice e facile, ma quando l'abitudine è radicata, toglierla richiede un impegno e una fatica a volte frustranti.

Molti  pediatri ormai lo raccomandano: i bambini devono dormire in un letto diverso da quello dei genitori, così che imparino da soli come addormentarsi o come stare svegli in solitudine. Molti studi dimostrano, infatti, che stabilire abitudini che rendano il sonno del bambino salutare e indipendente, non solo migliora il loro umore e comportamento, ma può anche avere implicazione a lungo termine sul suo generale stato di salute e benessere.

Ci spiega perchè la studiosa del sonno Jodi Mindell ((autrice di Sleeping Through the Night: How Infants, Toddlers and Their Parents Can Get a Good Night’s Sleep)) , Professoressa di Psicologia presso la Saint Joseph’s University e direttrice del Centro del Sonno del Children’s Hospital of Philadelphia.  “L’ideale sarebbe che i bambini dormissero in un’altra stanza, ma in fondo non è fondamentale dove è situata la culla. E’ più importante ciò che i genitori fanno mentre i bambini si addormentano“. - sostiene la Professoressa, secondo la quale la presenza genitoriale deve annullarsi di notte. “Anche se si condivide un letto o una stanza, non dovete essere presenti, sia letteralmente che metaforicamente. Non dovete tenere in braccio il vostro bambino, coccolarlo o cullarlo. Lasciatelo addormentarsi da solo, dormirà molto meglio”.

Come prevenire l'abitudine a dormire nel lettone?

  • già dai primi mesi abituatevi a mettere in culla il vostro piccolo quando si vede che ha sonno, ma da sveglio: si abituerà a addormentarsi da solo e, se si risveglierà durante la notte, cercate di fargli riprendere il sonno da solo: intervenite solo se si sveglia completamente

  • se mangia ancora di notte, evitate di svegliarlo completamente, accendendo le luci della stanza e parlando ad alta voce: il piccolo deve sentire intorno l'atmosfera della notte, del silenzio

  • abituate il piccolo alla sua cameretta già dai 5-6 mesi: quando diventa troppo lungo per dormire nella carrozzella o in culla, è il momento buono per trasferirlo nel nuovo lettino in una stanza diversa dalla vostra. Mantenete la solita regola: non toglietelo dal lettino durante la notte al primo vagito e dopo i due anni impedite che lasci la sua cameretta; la maggior parte dei bambini è in grado di obbedire a queste regole e sta bene.


Come smetterla con l'abitudine del lettone?

Se il bambino è già abituato a dormire nel vostro letto e volete cambiare, seguite questi suggerimenti:

  • comunicate al bambino la nuova regola: "sei troppo grande per dormire ancora con noi, tu hai il tuo letto, noi il nostro: da stanotte vogliamo che tu stia a dormire nel tuo letto". "se vuoi possiamo lasciare la porta della tua stanza aperta così non ti sentirai isolato e saprai che mamma e papà ti sentiranno se ne hai bisogno"

  • se il bambino lascia la sua stanza, riportatelo immediatamente di nuovo in camera sua; se lo fa di nuovo, accostate la porta della cameretta finché non è rientrato nel suo letto

  • se si intrufola nottetempo nel lettone, ordinategli di tornare in camera, usando un tono deciso; se non si muove, prendetelo di peso e riportatelo nel suo letto senza discutere troppo

  • aspettatevi qualche pianto: le prime notti vostro figlio si dispererà e piangerà a lungo per ottenere il privilegio perduto: sta a voi farvi vedere risoluti e decisi. La cosa più deleteria è quella di cedere dopo qualche decina di minuti davanti alle sue insistenze. Tanto vale allora rimandare ad un altro periodo, più avanti, la decisione di svezzarlo dal lettone. Se però tenete duro, sappiate che in capo a pochi giorni il bambino, anche contro voglia, si abituerà alle nuove regole.

 Fonte1

 Fonte2

 

Se hai ancora voglia di chiacchierare guarda qui:

@ Gli adolescenti tendono a fare sesso ancora prima di essere preparati alle sue conseguenze

@ Il fascino delle parole proibite. Bambini e parolacce

@ Il ciuccio fa bene o fa male?

@ Gelosia e amore: due facce della stessa medaglia

@ Disturbo da Alimentazione Incontrollata

@ Chirurgia plastica una panacea per tutti i mali?

@ Diete dimagranti: miti e realtà sulle diete

@ Il mistero della morte in culla sta per essere svelato

@ Siete davvero pronti per le vacanze? Attenzione ai falsi miti dell'estate

@ Una corretta alimentazione è alla base di tutto

@ Una piccola guida per riconoscere le malattie esantematiche

@ I capelli: croce e delizia di uomini e donne

mercoledì 29 luglio 2009

Come ottenere una fantastica abbronzatura senza correre rischi inutili

 

Quando si va in vacanza ci si sente quasi obbligati a sfoggiare, una volta tornati in ufficio, una abbronzatura strepitosa senza pensare alle conseguenze. Purtroppo oggi il sole non è più un nostro alleato, dobbiamo stare molto attenti per evitara spiacevoli conseguenze che vanno ben oltre alla semplice scottatura. Per questo è essenziale esporsi al sole seguendo alcune regole di base per tutelare la nostra salute:

1) Esporsi in modo graduale:
non esponetevi nei primi due-tre giorni troppo a lungo, è opportuno abituare progressivamente la pelle al sole, dopo i primi giorni si può tranquillamente aumentare l'esposizione otterrete così un'abbronzatura ottimale, senza correre inutili rischi e non scordate che anche sotto l’ombrellone si corre il rischio di scottarsi.

2) Adeguta protezione:
Scegliete un'adeguata protezione in funzione del vostro fototipo, (pelle, capelli, occhi), del clima, della stagione, della latitudine, se avete dubbi optate per una protezione più alta. Ripeti l’applicazione della crema protettiva dopo bagni e docce.

3) Non si può stare al sole e quanto si vuole:
ricordarsi che i momenti migliori per abbronzarsi il mattino fino alle 11 e il tardo pomeriggio. Evitare le ore più calde della giornata (dalle 12 alle 15), ma se proprio non volete rinunciarvi proteggetevi con prodotti solari ad elevato fattore protettivo. Le radiazioni UV agiscono anche quando la temperatura è mite: proteggersi anche quando il cielo è nuvoloso e non fa eccessivamente caldo.

4) No ai profumi in spiaggia
Non utilizzate profumi e eaux de toilette alcoliche prima di esporvi al sole e se assumete farmaci chiedete consiglio al vostro medico per evitare sensibilizzazioni e reazioni allergiche.

5) Stare in movimento:
in questo modo le radiazioni solari si distribuiscono omogeneamente su tutto il corpo.
Dopo un bel bagno è gradevole asciugarsi al sole; attenzione però, l'effetto-lente delle goccioline di acqua sul corpo può favorire le scottature e la disidratazione.

6) Al termine della giornata:
fate una doccia con acqua dolce e un bagnodoccia adatto per rimuovere le tracce di sale marino o di cloro dalla pelle e dai capelli E infine il doposole: dopo l'esposizione la pelle deve essere sempre idratata perché si mantenga elastica, con un doposole e coccolata con bagnodoccia specifici.
Infine non trascuriamo i capelli ......anche loro vanno curati e protetti con prodotti adatti.

7) Attenzione anche alla dieta:
Alimenti ricchi di vitamine sono in grado di fornire alla pelle la giusta idratazione: la vitamina C (che si trova in abbondanza in peperoni, agrumi e kiwi), la E (uova e broccoli) e la A - betacarotene (vegetali a polpa rossa o gialla).  Gli integratori alimentari a base di betacarotene contribuiscono a conferire un piacevole colore dorato, anche se non forniscono protezione nei confronti delle radiazioni ultraviolette durante l’esposizione al sole è necesario bere molta acqua per evitare la disidratazione.

Se hai ancora voglia di chiacchierare guarda qui:

@ Vocabolario di termini culinari stranieri. Per non chiedere sempre “e questo cos’è?”

@ Il fascino delle parole proibite. Bambini e parolacce

@ Il ciuccio fa bene o fa male?

@ Gelosia e amore: due facce della stessa medaglia

@ Disturbo da Alimentazione Incontrollata

@ Chirurgia plastica una panacea per tutti i mali?

@ Diete dimagranti: miti e realtà sulle diete

@ Il mistero della morte in culla sta per essere svelato

@ Siete davvero pronti per le vacanze? Attenzione ai falsi miti dell'estate

@ Una corretta alimentazione è alla base di tutto

@ Una piccola guida per riconoscere le malattie esantematiche

venerdì 10 aprile 2009

I capelli: croce e delizia di uomini e donne

 

Capelli

I capelli sono una delle prime cose che notiamo in una persona. Soprattutto per le donne sono come un biglietto da visita, infatti tutte le donne (e anche gli uomini), in base alla loro possibilità, si prendono cura dei propri capelli. I capelli rappresentano un po’ ciò che si è, infatti quando ci si vuole sentire diversi si cambia taglio e colore. Indubbiamente i capelli sono un elemento importante della personalità.  Infatti accade spesso che dopo aver fatto un cambiamento drastico ai capelli si cambi idea già dopo poco tempo. Il modo in cui acconciamo i capelli modifica il nostro aspetto, quindi l’acconciatura è importante quanto un vestito.

L’importanza che diamo hai capelli è dimostrata anche dalla quantita enorme di prodotti che ci sono per curarli: shampoo, lozioni, creme, masche ecc.. In ogni paese anche i piu piccoli dove magari non c’è quasi niente si trova sempre uno o più negozi di parruchieri per uomo e per donna.  

Anche se curiamo molto i capelli ci sono alcune informazioni che non conosciamo; vediamo insieme qualche curiosità:

- In media  abbiamo 100.000 capelli. In un giovane il numero può variare da 90.000 a 150.000 per poi scendere con l’avanzare dell’età. Vediamo qualche altra curiosità:

- Le tinte naturali sono sette: Biondo, Bruno, Castano, Bianco, Rosso, Nero, Grigio

- La crescita media di un capello varia da 0,30 a 0,35 millimetri al giorno: circa un centimetro al mese (ma nella donna può arrivare fino a 1,5 cm)

- A circa 30 anni i capelli cominciano a diventare bianchi a causa della riduzione del pigmento (melanina) prodotto dalle cellule melanociti

- Il ciclo di crescita (anagen) di un capello dura in media 2 - 4 anni nell’uomo e 3-7 anni nella donna (per questo nella donna i capelli possono essere più lunghi)

- In genere la lunghezza massima non supera un metro (anche se in alcuni individui si possono raggiungere lunghezze maggiori)

- Nel corso della sua vita ogni follicolo produce circa 20 capelli (che crescono e poi cadono a cicli successivi)

- I capelli biondi sono più sottili dei capelli neri. La massima densità di capelli si ha nei biondi, la minima nei rossi

- Il capello attraversa tre fasi: di crescita (anagen), di progressivo arresto delle varie funzioni vitali (catagen), di riposo funzionale (telogen)

- Ogni giorno cadono circa 50-100 capelli, rimpiazzati dalla crescita di nuovi capelli. In genere in  primavera e autunno c’è un’accelerazione del ricambio

- Il nome scientifico della calvizia comune è Alopecia Androgenetica

Questa estrema attenzione per i capelli ci porta ad acquistare vari titpi di prodotti. E’ importante considerare che ogni persona possiede capelli con caratteristiche diverse. I capelli possono essere grassi oppure secchi, ad esempio; per questo è meglio non comprare prodotti senza aver avuto prima una consulenza specifica che ci aiuta a capire esattamente che tipo di capelli abbiamo.

In questo sito potete trovare molte informazioni utili per curare i vostri capelli  qualsiasi tipo di capello abbiate.

Se hai ancora voglia di chiacchierare guarda qui:

@ Gli adolescenti tendono a fare sesso ancora prima di essere preparati alle sue conseguenze

@ Il fascino delle parole proibite. Bambini e parolacce

@ Il ciuccio fa bene o fa male?

@ Gelosia e amore: due facce della stessa medaglia

@ Disturbo da Alimentazione Incontrollata

@ Chirurgia plastica una panacea per tutti i mali?

@ Diete dimagranti: miti e realtà sulle diete

@ Il mistero della morte in culla sta per essere svelato

@ Siete davvero pronti per le vacanze? Attenzione ai falsi miti dell'estate

@ Una corretta alimentazione è alla base di tutto

@ Una piccola guida per riconoscere le malattie esantematiche

 

domenica 29 marzo 2009

Dosare usando quello che si ha in casa

 

Spesso quando si seguono alcune ricette si dice di mettere un cucchiaio di qualcosa o un cucchiaino di qualcos’altro. Ma quanto vale un cucchiaio o un cucchiaino? Ogni volta ci si confonde, perché si vorrebbe sapere la quantità “precisa”, visto che un cucchiaio di zucchero non “pesa” quanto un cucchiaio di burro.

Allora vi presento una breve guida che vi mostra a quanto corrispondono un cucchiaio o un cucchiaino…

 

 

1 cucchiaino da caffe equivale a:

-4 g di burro 
-6 g di marmellata 
-5 g di miele 
-5 g di di zucchero

 

1 cucchiaio da tavola equivale a:

-13 g di burro 
-10 g di cacao in polvere (cucchiaio colmo) 
-11 g di farina di frumento 00 (cucchiaio colmo) 
-9 g di maionese (cucchiaio raso) 
-14 g di marmellata (cucchiaio raso) 
-9 g di miele 
-9 g di olio 
-14 g di panna da cucina (cucchiaio colmo) 
-7 g di parmigiano (cucchiaio raso) 
-10 g di parmigiano (cucchiaio colmo) 
-15 g di pastina (cucchiaio colmo) 
-8 g di riso (cucchiaio colmo) 
-13 g di zucchero (cucchiaio colmo) 
-9 g di zucchero (cucchiaio raso)

 

 

Se hai ancora voglia di chiacchierare guarda qui:

@ Un’immagine davvero insolita: una piccola piovra

@ Fantasie di sabbia

@ Lo scoiattolo volante

@ I gatti sono animali più pazienti di quello che si pensa: guardate per credere

@ Mola Mola: il pesce luna

@ Chirurgia plastica una panacea per tutti i mali?

@ Elefante che fa sci nautico!

@ Sono state scoperte sette nuove specie di coralli

@ Istinto animale

@ La rana dorata, uno degli animali più velenosi che si conoscano

@ I più grandi acrobati del cielo


@ Basta un clic per fermare il tempo

@ Una mamma si getta nel fuoco per salvare i suoi 5 figli. Storia di una mamma molto speciale....

@ La fantasia sulla punta delle dita

@ Mai dire Grande Fratello è l’unico motivo per cui ha senso il GF

@ Un viaggio indimenticabile. La Casa delle Farfalle

@ Pesce psichedelico. La natura continua a stupirci

@ I tre animali più pericolosi del mondo

@ Video ricetta. Ciambella alle mandorle al microonde

@ Non toccare i miei bambini!

@ Alba meravigliosa

@ Video gatti

Vocabolario di termini culinari stranieri. Per non chiedere sempre “e questo cos’è?”

 

Si stanno diffondendo sempre di più i ristoranti etnici. Oggi, soprattutto nelle grandi città, possiamo veramente trovare ogni tipo di cucina. Io amo provare cibi nuovi ma devo dire che a volte non sapere cosa significano determinati termini può far sì che ci arrivi davanti qualcosa che prorprio non ci aspettavamo. Alcuni nomi sono molto accattivanti ma è importante sapere cosa ci sta dietro quei suoni affascinanti. Non c’è niente di peggio che andare in un nuovo ristorante e chiedere ogni minuto al cameriere “e questo cos’è”?

Per questo ho deciso di postare questo piccolo vocabolario di termini culinari stranieri, così da evitare qualche brutta figura e anche un digiuno forzato… ;-)

A

Agone: pesce commestibile (America del Nord)
Ajowan: spezia simile al timo (India)
Alchechengio: bacca arancione, poco dolce e con retrogusto acidulo
All Blue: tipo di patata
Alosia: pesce commestibile (America del Nord)
Amaranto: non è un cereale ma è usato come tale
Andouille: salsiccia preparata con trippa di maiale o vitello (Francia)
Annatto: colorante e aromatizzante rosso (Messico, Asia)
Arame: tipo di alga
Arrowroot: amido vegetale ricavato dalla radice della maranta
Assafetida: spezia costituita da resina seccata derivata dai finocchi (India)
Azuki: piccoli fagioli rossi

B

Baklava: dolce preparata con pasta fillo (Grecia)
Bagel: panino ebraico a forma di anello
Bardana: ortaggio a radice, si prepara come la carota.
Bardhi: tipo di dattero
Beefalo: incrocio tra manzo e bufalo
Bigos: tradizionale piatto in umido (Polonia)
Bilimbi: frutto tropicale simile alla carambola
Bing: tipo di ciliegia
Bosc: tipo di pera
Bratwurst: salsiccia affumicata preparata con maiale, vitello, bacon, latte, cipolle, zenzero (Germania)
Buckling: aringa in salamoia e poi affumicata

C

Canjero: tipo di pane (Somalia)
Cantalupo: tipo di melone (Francia)
Carambola: frutto tropicale
Carreggina: addensante estratta dalle alghe (Irlanda)
Carvi: è una spezia di sapore più pronunciato dell'aneto
Cerimolia: è un frutto che non deve maturare
Ceviche: pasta con pesce crudo e limone (Perù)
Chapati: pane indiano
Chayote: tipo di zucca
Chica: bevanda alcoolica  a base di quinoa
Chipolata: piccola salsiccia cruda di maiale o maiale e manzo
Chorizo: salsiccia secca di maiale o maiale e manzo (Spagna)
Craquelot: aringa salata e affumicata
Cremortartaro: agente lievitante, sottoprodotto della vinificazione
Crosne: tubero (Asia)

D

Dahl: purè di lenticchie e mungo nero (India)
Dashi: brodo di kombu
Deglet Norr: tipo di dattero
Dhosai: tipo di pane di riso e mungo nero (India)
Dulse: tipo di alga
Durion: solo i semi e la polpa di questo frutto sono commestibili (Asia)

E

Eglefino: pesce simile al baccalà

F

Faffa: miscela di ceci, teff, latte scremato, zucchero, sale (Etiopia)
Fanciullaccia: simile al pepe (India)
Feijoa: frutta tropicale

G

Gai-lohn: tipo di broccolo (Cina)
Galanga: spezia simile allo zenzero (Tailandia)
Garam-masala: miscela di spezie (India del Nord)
Ghee: grasso animale (India, Paesi arabi)
Gomasio: preparato a base di semi di sesamo e sale marino
Gombo: ortaggio a frutto, simile al peperone (Africa)
Granciporro: tipo di granchio commestibile

H

Haddock: eglefino affumicato (Francia)
Halawy: tipo di dattero
Halibut: è il più grande dei pesci piatti
Hijiki: tipo di alga, simile a delle tagliatelle nere
Hiziki: tipo di alga
Hominy: chicchi di grano seccato
Hummus: salsa di purè di ceci, pasta di sesamo, aglio, succo di limone e olio di oliva (Libano)

I

Iaboticaba: è simile all'uva (Brasile)
Igname: simile alla patata (America del Sud)

J

Jaque: soli i semi di questa frutta tropicale sono commestibili (Asia)
Jicama: tubero (Messico)

K

Kamaboko: succedaneo dei fruti di mare preparato  con pasta di pesce
Kasha: chicchi di grano saraceno (Europa dell'Est)
Khadrawi: tipo di dattero
Kielbasa: salsiccia affumicata a base di manzo e maiale (Polonia)
Kipper: aringa intera leggermente affumicata
Kombu: tipo di alga
Kudzu: amido simile al mais (Cina, Giappone)
Kuzu: Simile all'arrow-root

L

Lap-cheong: piccola salsiccia cinese a base di maiale, cereali e soia (Cina)
Levistico: simile al sedano (Germania, Gran Bretagna)
Litchi: la polpa dolce di questo frutto è simile alla fragola, alla rosa, al moscato (Cina)
Longana: frutta tropicale (India)
Loto: ortaggio a radice (Asia)
Lucioperca: pesce commestibile di acqua dolce. Si prepara come il luccio

M

Macis: è la membrana che ricopre il guscio della noce moscata, ricorda la cannella e il pepe
Mahi-mahi: pesce tropicale commestibile
Malanga: simile alla patata (Antille)
Mangostano: si mangia come l'arancia
Maracuja': detto anche frutto della passione. E' ottimo mangiato fresco.
Medjool: tipo di dattero
Merguez: piccola salsiccia a base di agnello, manzo o montone (Algeria)
Merlano: simile al baccalà
Miso: lunga (3 anni) fermentazione naturale di fagioli di soia, orzo, sale marino e acqua
Mufo: tipo di pane (Somalia)
Mungo nero: tipo di fagiolo (India, Birmania, Pakistan)

N

Natto: condimento di consistenza vischiosa preparato con fagioli di soia fermentati
Nopal: sono le foglie grandi e carnose del cactus Nopal (America centrale)
Nori: tipo di alga

O

Okara: polpa seccata di fagioli di soia
Orange roughy: pesce commestibile del Pacifico del Sud
Ouananiche: salmone di acqua dolce (Norvegia, America del Nord-Est)

P

Pak-choy: simile alla bietola (Cina)
Papa-huancaina: patate con salse (Perù)
Pasta fillo: pasta soffice (Grecia)
Pastinaca: ortaggio a radice, si prepara come la carota
Pecan: tipo di noce (America del Nord)
Pe-tsai: simile alla lattuga (Cina)
Pita: pane piatto e ovale (Medio Oriente)
Plantain: detta anche banana da cuocere (Africa, America del Sud)
Portulaca: simile agli spinaci, ha un sapore aspro e piccante
Pummelo: agrume a forma di pera, è meno sugoso del pompelmo

Q

Quinoa: può sostuire il riso

R

Rambutan: frutto tropicale (Malesia)
Ras-el-hanout: miscela di spezie (Marocco)
Rillettes: carne di maiale o coniglio, oca, pollame, anatra, vitello o pesce cotta nel grasso
Rutabaga: ortaggio a radice, ha un sapore più deciso di quello della rapa (Scandinavia)

S

Salicornia: tipo di alga
Sambusi: pastasfoglia ripiena di carne, verdure e spezie (Somalia)
Sapodilla: il sapore di questo frutto è simile a quello del miele o dell'albicocca
Scorzobianca e scorzonera: ortaggio a radice, hanno il sapore dei cetrioli o degli asparagi
Seco: carne com prezzemolo (Perù)
Seitan: prodotto con il glutine estratto dalla farina di grano duro e cotto nella salsa di soia (tamari) e un'alga (kombu)
Shiitake: tipo di fungo (Giappone)
Shortening: olii vegetali unito ad olii animali
Sommacco: spezia di color bruno-porpora, ricorda il limone (Turchia, Medio Oriente)
Sperlano: piccolo pesce commestibile
Spirulina: tipo di alga

T

Tahin: burro di sesamo
Tamari: salsa fatta fermentando i fagioli di soia, frumento e sale marino per almeno 18 mesi
Tamarillo: si cucina come il pomodoro (America del Sud)
Tangelo: incrocio tra il pompelmo ed il mandarino
Tangor: incrocio tra tangerino e arancia dolce
Taro: tubero simile alla patata
Teff: simile al miglio (Etiopia)
Tempeh: prodotto fermentato composto con fagioli di soia
Tofu: cagliata (formaggio) ottenuto dai fagioli di soia
Tomatillo: simile al pomodoro (Messico)
Tomcod: pesce commestibile dei canali (Quebec)
Topinambur: tubero, ricorda lo zenzero
Tortilla: focaccia sottile di farina di mais

U

Ugli: la sua polpa è più dolce di quella del pompelmo
Umeboshi: prugne giapponesi messe in salamoia per 3 anni e poi seccate

V

Vanneau: mollusco spesso confuso con la cappasanta
Vinaneau: pesce commestibile con squame rosse

W

Wakame: tipo di alga (Giappone)
Wasabi: condimento verde dal gusto molto forte
Weisswurt: salsiccia bianca a base di vitello, panna e uova (Germania)

Y

Yuba: pellicola formata dal latte di soia riscaldato (Giappone, Cina)

Z

Zespri Gold: kiwi (quello comune è la varietà Hayward) dalla polpa gialla.

 

 

Se hai ancora voglia di chiacchierare guarda qui:

@ Un’immagine davvero insolita: una piccola piovra

@ Fantasie di sabbia

@ Lo scoiattolo volante

@ I gatti sono animali più pazienti di quello che si pensa: guardate per credere

@ Mola Mola: il pesce luna

@ Chirurgia plastica una panacea per tutti i mali?

@ Elefante che fa sci nautico!

@ Sono state scoperte sette nuove specie di coralli

@ Istinto animale

@ La rana dorata, uno degli animali più velenosi che si conoscano

@ I più grandi acrobati del cielo


@ Basta un clic per fermare il tempo

@ Una mamma si getta nel fuoco per salvare i suoi 5 figli. Storia di una mamma molto speciale....

@ La fantasia sulla punta delle dita

@ Mai dire Grande Fratello è l’unico motivo per cui ha senso il GF

@ Un viaggio indimenticabile. La Casa delle Farfalle

@ Pesce psichedelico. La natura continua a stupirci

@ I tre animali più pericolosi del mondo

@ Video ricetta. Ciambella alle mandorle al microonde

@ Non toccare i miei bambini!

@ Alba meravigliosa

@ Video gatti

martedì 16 settembre 2008

Gli adolescenti tendono a fare sesso ancora prima di essere preparati alle sue conseguenze

 

L’adolescenza, il periodo che va dai 12 ai 17 anni di età, è la fase determinante nello sviluppo di un individuo ed è anche quello in cui avviene la scoperta del sesso, con tutti gli interrogativi ad esso connessi. È questo anche il periodo nel quale i giovanissimi iniziano a considerare quali comportamenti sessuali possono essere piacevoli, moralmente accettabili e appropriati per la loro età. È ormai  statisticamente provato che nella prima adolescenza una sessualità attiva può essere dannosa sia sotto il profilo psicologico che fisico. Il fenomeno della sessualità attiva precoce, d’altra parte, dimostra come il sesso sia presente nella vita degli adolescenti ancora prima che essi siano preparati alle sue conseguenze.

In Italia, secondo i dati diffusi dagli specialisti del Congresso Europeo di ginecologia pediatrica e adolescenziale, la “prima volta” delle adolescenti italiane si verifica mediamente all’età di 17 anni, con un trend in crescita rispetto al passato, cui si accompagna anche la constatazione di una maggiore maturità sessuale. Tale dato, però, è da rapportare ad una situazione formativa e familiare normale, escludendo quindi tutte quelle situazioni di disagio nelle quali sono più frequenti comportamenti anomali rispetto ad una media che è in linea con la statistica europea ma che risulta superiore a quella, per esempio, degli Stati Uniti. Qui, infatti, il fenomeno della sessualità precoce è avvertito sensibilmente, soprattutto nelle comunità afroamericane e in quelle ispaniche. Con conseguenti ricadute sul piano sanitario. Negli Stati Uniti, ogni anno, un caso di malattia trasmessa per via sessuale ogni quattro è da imputare ad uno o ad una adolescente sessualmente attivo/a. La percentuale di gravidanze tra i minorenni è la più alta tra tutti i paesi civilizzati. Gravidanze non pianificate e malattie trasmesse per via sessuale sono inoltre più comuni tra coloro che hanno iniziato molto presto l’attività sessuale, prima cioè dei 16 anni di età. Uno studio reso pubblico nel 2001 dallo Alan Guttmacher Institute e curato dalla Dott.ssa Lydia O’Donnell aggiunge agli effetti descritti, la probabilità che chi ha iniziato a praticare il sesso in giovanissima età possa avere molti partner sessuali, forzare uno o una partner ad avere sesso contro la sua volontà, avere rapporti frequenti e assumere alcool e stupefacenti prima o durante l’atto sessuale. In sostanza, i minorenni che hanno iniziato molto presto a praticare sesso finiscono per adottare comportamenti che li mettono in pericolo sotto il profilo della salute. Ma quali sono i fattori che incoraggiano il rapporto sessuale precoce e quali sono in grado di ritardarli?

Il sesso in televisione

Esistono diversi elementi che possono portare un adolescente ad affrontare prematuramente il rapporto sessuale completo, ma quello che viene più evocato, sia in ambito familiare che in quello politico o pedagogico, è il mezzo televisivo. Ci sono buone ragioni scientifiche per pensare che la televisione possa contribuire ad una attività sessuale precoce. Il comportamento sessuale, infatti, è fortemente influenzato dalla cultura e la televisione è parte integrante della cultura degli adolescenti. Secondo studi effettuati negli Stati Uniti, gli adolescenti guardano fino a 3 ore di televisione ogni giorno. Una indagine scientifica di un campione rappresentativo di programmi andati in onda durante la stagione televisiva 2001-2002, ha stabilito che il 64% di tutti i programmi televisivi contengono riferimenti più o meno espliciti al sesso. Inoltre un programma televisivo su sette (14%) include la descrizione di un rapporto sessuale. Questa alta esposizione dei giovanissimi al sesso può incidere sulle convinzioni degli adolescenti in materia di norme culturali. La TV può infatti creare l’illusione che il sesso sia più centrale nella vita quotidiana di quanto non lo sia in realtà. L’esposizione ai modelli sociali forniti dalla TV può anche alterare le opinioni rispetto alle probabili conseguenze che comporta l’attività sessuale. Una teoria sociologica, infatti, sostiene che gli adolescenti che vedono in televisione (o al cinema) personaggi che hanno rapporti sessuali casuali senza conseguenze negative, sono maggiormente inclini ad assumere gli stessi atteggiamenti nella vita reale. Sebbene la televisione possa al contrario inibire l’attività sessuale illustrandone i rischi (sopratutto la possibilità di contrarre una malattia virale o di affrontare una gravidanza indesiderata), incoraggiare l’astinenza o promuovere l’opportunità del “sesso sicuro”, essa svolge assai raramente questo compito, in una misura pari al 15% dei programmi che presentano contenuti legati al sesso. Ha fatto molto discutere, in questo senso, lo studio dalla Dott.ssa Rebecca Collins della RAND Corporation di Santa Monica (California) pubblicato nel settembre 2004 sulla rivista “Pediatrics” che ha dimostrato come la televisione possa influenzare i giovanissimi nell’avere rapporti sessuali in età precoce. Raccogliendo un segnale proveniente dall’Accademia Americana dei Pediatri che ha collegato il fenomeno dei contenuti sessuali nei programmi televisivi (anche non espliciti) a quello del sesso praticato in età adolescenziale, la Dott.ssa Collins ed alcuni colleghi hanno indagato approfonditamente il fenomeno su basi scientifiche, prendendo in esame per un periodo di due anni un campione significativo di 1792 ragazzi e ragazze di età compresa tra i 12 e i 17 anni. Al campione di giovanissimi, eterogeneo per area di appartenenza, è stato chiesto di raccontare le loro abitudini in fatto di televisione e le risposte sono state confrontate con i risultati di una analisi scientifica dei programmi televisivi per ricavarne metri di valutazione rispetto ai contenuti sessuali. Il risultato finale attesta che il 90% degli adolescenti che guardano programma televisivi ad alto contenuto sessuale ha una probabilità doppia di iniziare precocemente l’attività sessuale rispetto a coloro che guardano la televisione in modo meno assiduo. Un dato tanto più significativo se si pensa che i programmi cosiddetti “a rischio” rispetto all’indagine, non erano solamente quelli che mostravano atti sessuali ma anche quelli in cui il sesso veniva solo evocato verbalmente.

La prevenzione

Alla luce di un fenomeno che in Italia risulta circoscritto, ma che rischia di esplodere in modo proporzionale alla presenza crescente di contenuti sessuali nei programmi televisivi, risulta importante stimolare i genitori e le scuole in direzione di un’opera di prevenzione che indirizzi l’iniziazione sessuale nella prima adolescenza, rendendo consapevoli i ragazzi dei rischi ai quali espongono se stessi e i propri partner. Ridurre la quantità di contenuti sessuali nei programmi di intrattenimento, ridurre l’esposizione degli adolescenti a questi contenuti ed offrire spiegazioni riguardo alle possibili conseguenze negative dell’attività sessuale in giovanissima età potrebbe ritardare l’inizio dei rapporti completi o non. In alternativa, i genitori di figli adolescenti potrebbero essere in grado di contenere gli effetti negativi, guardando la televisione insieme a loro e discutendo con loro sulle opinioni che hanno sul sesso e sulle situazioni che vengono rappresentate nei programmi televisivi.

Fonte

Grazie per aver avuto la pazienza di "ascoltarmi", è stato bello chiacchierare con te!

Se hai ancora voglia di chiacchierare guarda qui:

@ La magia degli arcobaleni

@ Chissà a cosa sta pensando questo gattino

@ Un viaggio indimenticabile! Egitto

@ Un nuovo modo per dire ti amo

@ Photoshop. Basta provarci e guardate cosa si riesce a fare!

@ Dolcissime foto di cuccioli

@ Attimi di puro terrore!

@ Un viaggio indimenticabile

@ Esilarante video di due gatti molto sportivi

@ Un hotel davvero particolare che vi fa dormire in un opera d'arte

@ Divide et Impera. Ecco la strategia politica che permette allo Stato di fare ciò che vuole


@ Il mitico Neri Marcoré che imita Alberto Angela. Fantastico! Guardate e ridete a crepapelle

@ Il corpo comunica più delle parole

@ Divertenti parodie di pubblicità famose

@ Cognomi e nomi tutti da ridere!

@ Questi pazzi pazzi alunni e questi esauriti Prof.

@ Ficarra e Picone danno una lezione a tutti i siciliani

@ Un viaggio indimenticabile. La Valle dei templi di Agrigento

@ Chuck Norris colui che può tutto e di più

@ Il fascino delle parole proibite. Bambini e parolacce

@ La nuova finanziaria promette davvero bene: 150000 famiglie italiane stanno per essere messe in ginocchio

lunedì 8 settembre 2008

Il fascino delle parole proibite. Bambini e parolacce

Se il vostro bimbo inizia ad arricchire il suo vocabolario con parole non molto carine, non preoccupatevi! Leggete l'articolo che segue: vi aiuterà ad affrontare il problema nel modo giusto.


Iniziano a dirle molto presto, di solito prima di andare alle elementari: le ascoltano all’asilo, nel parco giochi, nel cortile sotto casa. Spesso anche in tv… (le “fasce protette” sono violate continuamente).
I bambini sono delle spugne, ogni giorno arricchiscono il loro vocabolario di nuove parole e non sempre riescono a coglierne veramente il senso. Dopo i 3 anni prendono coscienza che le parolacce sono cose “cattive” o “da grandi” e quando le ripetono, di solito è per suscitare una reazione. Quale? Principalmente di approvazione verso i coetanei o i bambini più grandi, ma anche di provocazione o ilarità.

Inizia come un fenomeno di emulazione: i bambini capiscono quali sono le parole “grosse” all’interno di una frase e amano ripeterle, spesso lo fanno ridendo, cercando una reazione che sia utile per collocare e dare significato a quel termine. Quando la reazione arriva, i bambini riescono a capire il potere del suono pronunciato.

Per questo è opportuno reagire nel modo giusto, perché ridere, arrabbiarsi o innervosirsi fa aumentare nel bambino l’attrazione e la curiosità verso “le parole proibite” e potrebbe spronarlo a usarle come arma per attaccare, difendersi, mettere in imbarazzo.

Cerchiamo di tenerlo ben presente quando ci scappa da ridere perché nostro figlio ha appena ripetuto una parolaccia che abbiamo detto, anche inconsapevolmente, all’interno di un discorso. Cerchiamo di non arrabbiarci se viene ripetuta magari in presenza di alcune signore anziane che ci guardano indispettite, dalle panchine del parco giochi!

Cosa bisogna fare?
Innanzitutto, per dare valore alla nostra autorità, sarebbe meglio evitare di usare un linguaggio volgare davanti ai bambini
, anche se ci stiamo rivolgendo a terzi. In questo modo devono comportarsi tutti gli elementi della famiglia: dalla sorella maggiore, al papà, al nonno.
La reazione non deve essere mai imbarazza, piuttosto serenamente negativa. Con calma si dice al bambino che è una cosa da non fare. Gli si può chiedere per esempio cosa vogliono dire quelle parole, esortandolo a non ripetere parole di cui non si conosce il significato. Oppure si può spiegare che le parolacce sono spesso il segnale di un vocabolario povero e che ognuna di loro ha un sinonimo non volgare che rende lo stesso concetto. E poi bisogna cercare di stimolare la sua sensibilità: le parolacce esistono per offendere e ferire i sentimenti di qualcuno, per far stare male!

Detto questo, voglio sottolineare una domanda di una mamma iscritta a Yahoo answers (clicca qui per leggerla)

SilviaK scrive:
Mio figlio di 4 anni e mezzo da quando frequenta l'asilo ha imparato tutte le parolacce esistenti al mondo e nonostante io e mio marito ci sforziamo a fargli capire che non si devono dire sia con sgridi sia a volte con ceffoni sul sedere (...) molti dicono che il miglior modo per farlo smettere è il silenzio, ma pure con quello lui continua perchè tanto poi trova sempre qualcuno pronto a ridere sulle sue parolacce.....vi prego....non so più cosa fare......voi cosa avete detto e fatto ai vostri figli?

Gli utenti che hanno letto il segnale di aiuto hanno consigliato a questa mamma di:
1) punire il bambino. “Mio nipote si è beccato non so quante strigliate, sculacciate, a letto senza dolcino o minacce di essere chiuso in macchina. Quest'ultima ha sortito ottimi effetti!”
2) parlare con le insegnanti. “Chiedere di attribuirgli una piccola punizione ogni qual volta in classe ne dice una!! una piccola punizione vicino ai suoi compagni gli farà capire la lezione!!!”
3) insegnargli a parlare come gli pare.

Solo una mamma ha scritto di essere riuscita a mettere un freno alle imprecazioni con delle spiegazioni e cercando di fare discorsi che possano colpire il bambino a livello emotivo “Io ho spiegato alla mia bimba che solo i bimbi "brutti" si esprimono così (si offende parecchio se la si definisce "brutta"), ed ho aggiunto che così facendo mamma e papà diventano molto tristi...” Fonte

Ricordatevi inoltre di essere sempre costanti, non rimproverate il bimbo se dice una parolaccia solo in certe occasioni, ma fatelo sempre! Quando si rimprovera un bimbo per un qualsiasi motivo oppure gli si nega qualcosa, é assolutamente necessario che, se si ripresenta la stessa situazione, il comportamento del genitore non deve cambiare. Questo è fondamentale poiché così il bimbo capirà veramente il significato del rimprovero o del no.

Grazie per aver avuto la pazienza di "ascoltarmi", è stato bello chiacchierare con te!

Se hai ancora voglia di chiacchierare guarda qui:

@ La magia degli arcobaleni

@ Chissà a cosa sta pensando questo gattino

@ Un viaggio indimenticabile! Egitto

@ Un nuovo modo per dire ti amo

@ Photoshop. Basta provarci e guardate cosa si riesce a fare!

@ Dolcissime foto di cuccioli

@ Attimi di puro terrore!

@ Un viaggio indimenticabile

@ Esilarante video di due gatti molto sportivi

@ Un hotel davvero particolare che vi fa dormire in un opera d'arte

@ Divide et Impera. Ecco la strategia politica che permette allo Stato di fare ciò che vuole


@ Il mitico Neri Marcoré che imita Alberto Angela. Fantastico! Guardate e ridete a crepapelle

@ Il corpo comunica più delle parole

@ Divertenti parodie di pubblicità famose

@ Cognomi e nomi tutti da ridere!

@ Questi pazzi pazzi alunni e questi esauriti Prof.

@ Ficarra e Picone danno una lezione a tutti i siciliani

@ Un viaggio indimenticabile. La Valle dei templi di Agrigento

@ Chuck Norris colui che può tutto e di più

@ Favolosa crostata alla marmellata di arancia

@ La nuova finanziaria promette davvero bene: 150000 famiglie italiane stanno per essere messe in ginocchio

sabato 6 settembre 2008

Il ciuccio fa bene o fa male?

Una domanda che ci si pone spesso, quando si diventa genitori, e se il ciuccio fa bene o fa male e, successivamente, nasce il problema su come toglierlo ai bimbi. Una mia cara amica un pomeriggio si poneva la stessa domanda, allora ho cercato in rete, essendo incuriosita anche io, qualcosa che potesse aiutarla. Mi sono imbattuta in questo articolo che si è rivelato molto utile. Per questo ho deciso di riportarlo sul mio blog.

Il meccanismo principe naturale presente nel bambino già nella pancia della mamma è quello della suzione. L’istinto di suzione permette al neonato di attaccarsi al seno della madre e/o al biberon.
Le mamme sanno bene che nei primi mesi di vita il bambino passa le ore di veglia a succhiare e, successivamente, nella fase orale, utilizza la bocca per esplorare le cose che lo circondano. Tale meccanismo provoca piacevoli sensazioni, è un’antidoto alla paura e al senso di solitudine sia nel lattante che nel bambino più grandicello.

Il ciuccio aiuta a far addormentare il bambino, a calmare il pianto più ostinato, ad autoconsolarlo quando la mamma non c’e’, un modo per scaricare le tensioni e per farlo sentire sicuro e protetto: per questo abituarlo a tenere il ciuccio non è dannoso a priori, l’importante è non abusarne perché ciò renderebbe più difficile abbandonarlo e perché l’utilizzo contenuto del ciuccio non provoca danni irreversibili alle arcate dentarie, specialmente se usato entro i 3 anni d’età. Peraltro è meno dannoso della suzione del pollice perché esercita meno pressione sui denti e per la mamma è più facile da gestire quando decide di farlo smettere.
Importante è non ricorrervi come àncora di salvezza quando il bambino non lo cerca oppure tutte le volte che piange.

Alcune mamme si domandano quale ciuccio sia meglio scegliere. In realtà non c’e’ il migliore in assoluto davanti alla vasta gamma di scelta che offre il mercato.
Indubbiamente il ciuccio di silicone, per la sua inalterabilità di materiale, è più adatto nei primi mesi di vita del bambino, mentre con l’eruzione dentaria è preferibile passare a quello di caucciù più resistente rispetto a quello di silicone.
In merito alla forma è consigliabile nei primi mesi quello a forma di goccia, schiacciato e curvo verso l’alto, simile al capezzolo della mamma.

Come per il pannolino arriva il momento in cui è necessario togliere il ciuccio.
E’ consigliabile fare questo passo verso i 3 anni, quando il bambino diventa più sicuro di sé, in ogni caso è importante non interrompere l’uso del ciuccio improvvisamente: evitare assolutamente di farlo sparire senza una spiegazione.

Alcuni consigli per iniziare gradatamente:
> non spazientirsi né colpevolizzare il bambino se proprio non riesce a toglierlo. Cercare di rispettare il suo momento psicologico. Evitare di procedere a questo passo in concomitanza con altri cambiamenti radicali, come l’inserimento all’asilo o la nascita del fratellino
> non focalizzare l’attenzione sul ciuccio e sul come toglierlo parlandone davanti al bambino, specialmente se grandicello
> limitare l’uso alle situazioni più critiche come prima di dormire o quando la mamma non c’e’
> provare a proporre al bambino delle attività che con il ciuccio non può fare perché sono “da grande”
> distrarlo verso altri oggetti o attività

Fonte

Spiegare il perchè il ciuccio "scompare", anche se può sembrare banale, è importantissimo perchè aiuta veramente il bimbo ad accettare il cambiamento. Non importa che la spiegazione sia sensata per noi adulti, l'importante che lo sia per il bimbo. Mio nipote ad esempio è convinto che il cane si sia mangiato il ciuccio, perchè gli è stato detto che il cane stesso, non riuscendo a capirlo quando parla con il ciuccio in bocca non riesce nemmeno a giocare con lui e per questo motivo si è mangiato il ciuccio!

Se hai ancora voglia di chiacchierare guarda qui:

@ Stiamo togliendo la creatività ai nostri bambini, e ora di smetterla!

@ Il mistero della morte in culla sta per essere svelato

@ Una piccola guida per riconoscere le malattie esantematiche

@ Perchè c'è gente che non ama gli animali?

@ Gli inganni della nostra mente

@ Il corpo comunica più delle parole

@ Esilarante video di due gatti molto sportivi

@ Hello kitty e Pucca conquistano il pianeta!

@ Non crederete alle vostre orecchie!

@ Guardate che immagine surreale! Un elefante che disegna un elefante...

@ Casa dolce casa. Gli edifici più strani del mondo

@ Seneca ancora dopo 2000 anni riesce a colpire l'animo umano


@ Siete davvero pronti per le vacanze? Attenzione ai falsi miti dell'estate

@ Non sono tutti insetti quelli che volano o strisciano e non tutti gli insetti sono brutti

@ Ficarra e Picone danno una lezione a tutti i siciliani

@ Questi pazzi pazzi alunni e questi esauriti Prof.

@ Se è il tuo cane che ti porta a spasso leggi qui

@ Siete sicuri di conoscere tutti gli animali che vivono sulla terra?

@ Chi non si è mai chiesto perché le donne stanno tanto nei bagni pubblici?

@ Fare attenzione ai dettagli a volte è questione di vita o di morte. Il mimetismo animale.

@ Storia di un coniglio cuor di leone

@ Fuga per la libertà

@ Immagini di atleti "straordinari" impegnati nelle discipline olimpiche

Related Posts with Thumbnails